Volontazione: dalla conoscenza all’impegno per la comunità
La III C del Liceo Scientifico dell'IIS Pontecorvo è stata protagonista lo scorso anno scolastico di un percorso di Formazione Scuola-Lavoro che unisce volontariato, comunicazione scientifica e cittadinanza attiva per formare giovani più consapevoli, critici e protagonisti del cambiamento.
In un’epoca caratterizzata dalla rapida diffusione di informazioni attraverso social media e strumenti di intelligenza artificiale, educare i giovani all'uso critico delle informazioni rappresenta una delle sfide più importanti per la scuola. Da questa consapevolezza nasce VolontAzione, il Percorso di Formazione Scuola-Lavoro promosso da Mens Sana ODV, dedicato alla divulgazione scientifica, alla comunicazione responsabile e alla promozione della cultura del volontariato.
Protagonisti dell'iniziativa sono stati gli studenti della classe III C del Liceo Scientifico (Potenziamento biomedico) dell'IIS di Pontecorvo. Guidati dalle Professoresse Teresa Fusco e Angela Ditri, dai volontari dell’Associazione Mens Sana ODV, tra cui la Prof.ssa Fernanda Di Nallo, gli studenti hanno partecipato a un percorso di ventisei ore articolato in incontri teorici, attività pratiche e momenti di confronto con professionisti del volontariato, della comunicazione, della divulgazione scientifica e della ricerca universitaria.
Un percorso che guarda al futuro
VolontAzione non è stato un semplice progetto scolastico, ma un laboratorio di cittadinanza attiva che ha permesso agli studenti di acquisire competenze immediatamente spendibili nella vita quotidiana e nel proprio percorso formativo. L'obiettivo era ambizioso: promuovere la cultura del volontariato, sviluppare la capacità di riconoscere informazioni scientifiche affidabili, favorire una comunicazione etica e responsabile e sensibilizzare i giovani sui temi della salute e della scienza.
VolontAzione ha proposto agli studenti una visione innovativa del volontariato, lontana dall'idea tradizionale di assistenza e orientata alla promozione del bene comune attraverso la conoscenza.
In una società in cui salute, ambiente e qualità della vita dipendono sempre più dalla corretta circolazione delle informazioni, diffondere contenuti scientificamente corretti, contrastare la disinformazione e promuovere comportamenti salutari significa contribuire concretamente alla comunità.
Quando la scienza diventa servizio alla comunità
Uno dei messaggi più innovativi emersi durante il percorso è stata la riflessione sul rapporto tra scienza e volontariato. Tradizionalmente si associa il volontariato all’assistenza, al supporto delle persone fragili o alla tutela del territorio. VolontAzione ha mostrato agli studenti come la conoscenza scientifica possa diventare una forma concreta di servizio alla comunità. In questa prospettiva, il divulgatore scientifico, il comunicatore della salute e il cittadino informato possono diventare veri e propri “volontari della conoscenza”: persone che mettono competenze, tempo ed energie al servizio degli altri affinché la scienza non rimanga confinata nei laboratori o nelle università, ma diventi uno strumento di crescita sociale, prevenzione e partecipazione.
Attraverso il progetto, i ragazzi hanno compreso che anche un video, un’infografica o un’intervista possono avere un valore sociale quando aiutano le persone a comprendere meglio temi che riguardano la salute, l’ambiente e il benessere collettivo. È proprio questa la sfida della divulgazione scientifica responsabile: trasformare il sapere in un bene condiviso.
Il volontariato come opportunità di crescita
Il percorso si è aperto con l’incontro della Dott.ssa Maria Cristina Papitto, responsabile della Casa del Volontariato di Frosinone del CSV Lazio, che ha guidato gli studenti alla scoperta del significato contemporaneo del volontariato. Il volontariato è stato presentato come una forma moderna di partecipazione sociale, capace di incidere concretamente sulla qualità della vita delle persone e delle comunità. Particolarmente apprezzato dai ragazzi è stato il confronto sulle opportunità offerte ai giovani attraverso il Servizio Civile Universale, i percorsi di cittadinanza attiva e le attività promosse dal Centro di Servizio per il Volontariato. L’incontro ha stimolato una riflessione sul ruolo dei giovani nella costruzione del bene comune e sull'importanza dell'impegno personale nella società contemporanea a partire già dalla scuola.
Fake news, social media e informazione responsabile
Un secondo filone di attività ha riguardato la comunicazione digitale e il fenomeno della disinformazione. Guidati dal Dott. Davide Gambardella, professionista della comunicazione, copywriter ed esperto di SEO e content strategy, gli studenti hanno analizzato il funzionamento dei social media, le dinamiche che favoriscono la diffusione delle fake news e le strategie per verificare l’affidabilità delle informazioni. Attraverso esempi concreti e casi studio vicini all’esperienza quotidiana delle giovani generazioni, i ragazzi hanno imparato a distinguere una fonte attendibile da una non verificata, a riconoscere le manipolazioni informative e a comprendere il ruolo della comunicazione nella formazione dell’opinione pubblica.
Un’attività particolarmente significativa in un contesto in cui la velocità della condivisione rischia spesso di prevalere sull’accuratezza delle informazioni.
Intelligenza artificiale: opportunità, limiti e responsabilità
Grande interesse ha suscitato anche il modulo dedicato all’Intelligenza Artificiale, guidato dal Dott. Gambardella. Lontano da approcci semplicistici o sensazionalistici, gli studenti hanno affrontato il tema in modo critico, discutendo sia le opportunità offerte da questi strumenti sia i limiti che ne caratterizzano l’utilizzo. Attraverso attività pratiche e l’uso di piattaforme come NotebookLM, hanno sperimentato come l’AI possa rappresentare un valido supporto allo studio, alla ricerca e all’organizzazione delle informazioni, purché utilizzata in modo consapevole e responsabile.
Alla scoperta della letteratura scientifica
Una parte del percorso è stata dedicata alla ricerca bibliografica e all’analisi delle fonti scientifiche, guidata dalla Prof.ssa Antonella Di Sotto, docente di Farmacologia e Tossicologia dell’Università Sapienza di Roma. Gli studenti hanno imparato a utilizzare piattaforme medico-scientifiche come PubMed e Google Scholar, sperimentando tecniche di ricerca avanzata, l'uso di parole chiave e operatori booleani per reperire e valutare evidenze scientifiche affidabili. Le competenze acquisite sono state poi utilizzate per la realizzazione del documentario sulla dipendenza da alcol.
Un’esperienza che ha permesso loro di avvicinarsi concretamente al metodo scientifico e di sviluppare una maggiore autonomia nella ricerca delle informazioni.
Dalla teoria alla pratica: un documentario per promuovere la salute
La fase finale del progetto ha trasformato gli studenti in veri e propri divulgatori scientifici e promotori di salute. Partendo da un tema scelto dagli stessi ragazzi, vicino alle esperienze e alle criticità vissute dalle giovani generazioni, la classe ha approfondito il fenomeno della dipendenza da alcol. Attraverso la consultazione della letteratura scientifica, gli studenti hanno studiato la chimica dell’alcol, il suo metabolismo, i meccanismi neurobiologici coinvolti nella dipendenza, gli effetti sul fegato e sugli altri organi, le conseguenze durante la gravidanza e i rischi per adolescenti e popolazioni vulnerabili. Il lavoro di ricerca è stato poi tradotto in linguaggi accessibili attraverso videointerviste, infografiche e materiali divulgativi destinati alla comunità scolastica, ai coetanei e ai cittadini. Il progetto ha rappresentato un esempio concreto di peer education e di comunicazione “con i giovani, per i giovani”, principio promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: gli studenti sono diventati protagonisti della prevenzione tra pari, promuovendo salute e consapevolezza con strumenti vicini al linguaggio delle nuove generazioni.
Dipendenze patologiche e prevenzione: la videointervista all’esperta
Nell’ambito delle attività pratiche, gli studenti hanno realizzato una videointervista alla Prof.ssa Maria Caterina Grassi, già docente di Farmacologia e Tossicologia presso l’Università Sapienza di Roma ed esperta di dipendenze patologiche. Grazie al suo contributo, hanno potuto approfondire i meccanismi biologici della dipendenza, gli effetti dell’alcol sul cervello e sull’organismo e le strategie di prevenzione rivolte alle giovani generazioni. Il confronto con il mondo della ricerca ha arricchito il lavoro svolto, offrendo agli studenti contenuti scientifici autorevoli da rielaborare nel documentario.
Un progetto che lascia il segno
Il documentario realizzato dagli studenti parteciperà a un concorso ministeriale e sarà presto pubblicato sul sito dell’Istituto, permettendo alla comunità scolastica e al territorio di conoscere il risultato di un percorso che ha saputo coniugare formazione, ricerca e impegno sociale. Il valore più importante risiede nelle competenze acquisite dagli studenti, nella loro capacità di lavorare in gruppo, di confrontarsi con esperti, di analizzare criticamente le informazioni e di trasformare la conoscenza in uno strumento utile per gli altri.
Attraverso VolontAzione, la III C del Liceo Scientifico “Michelangelo” ha dimostrato che la scuola può essere molto più di un luogo di apprendimento: può diventare uno spazio in cui si formano cittadini consapevoli, capaci di mettere il sapere al servizio della comunità e di contribuire, con responsabilità e competenza, alla costruzione di una società più informata, partecipativa e solidale. Perché fare volontariato oggi significa anche questo: condividere conoscenza, promuovere consapevolezza e costruire, insieme, una cultura della responsabilità.
Prof.ssa Teresa Fusco
Ultima revisione il 06-09-2026
